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Le origini della Pasta

La pasta, come si dice oggi, è nata in Italia. Gli Etruschi, veri buongustai dei tempi antichi, si pensa mangiassero della pasta, come gli utensili scoperti nelle loro tombe sembrano suggerire. E i romani? La letteratura classica include molte importanti citazioni: da Varrone, che nel 1º secolo B.C. ha parlato di "lixulae", l'antenato di gnocchi di oggi, al cuoco Apicio, che nel 1º secolo ha descritto il "lagane", simile alle lasagne moderne. Mai però nelle loro tavole comparve qualcosa di simile agli spaghetti o ai maccheroni di oggi.

1154: nasce la pasta!

Finalmente il primo certificato di nascita. Il geografo arabo Al-Idrisi, nel suo libro "Per chi ha la passione di viaggiare in tutto il mondo", ha riferito che a Trabia, un paese situato a 30 km da Palermo, un alimento è a base di semola in forma di fili, che viene esportato in tutto il mondo, in Calabria e in molte terre Mussulmane e Cristiane. La Sicilia era quindi il primo luogo in cui la pasta secca, prodotta industrialmente, fu trovata.

4 Febbraio 1279: "una bariscela plena de macaronis"

La Pasta per la prima volta fu ufficialmente menzionata in un documento medievale italiano (anche se una prescrizione medica del 1244 indica apparentemente la produzione di pasta secca in Liguria). Nel fare un inventario di un' eredità, il notaio genovese Ugolino Scarpa incluse "una bariscela plena de maccheroni" ("una ciotola piena di maccheroni"). La data è fondamentale, perché finalmente sconfessa definitivamente la leggenda che fu Marco Polo al suo ritorno dalla Cina nel 1295 ad introdurre la pasta in Italia.

14º secolo: il debutto letterario

Già citata da poeti e scrittori nel 13º secolo, da Fra 'Jacopone da Todi a Cecco Angiolieri, la pasta ha fatto il suo ingresso reale nel mondo letterario del Decameron (1348-1353) di Giovanni Boccaccio. Nella descrizione a Calandrino della favolosa terra di Bengodi, Maso dice che "su una montagna, tutta fatta di formaggio parmigiano, abita un popolo che non fa altro che fare maccheroni e raviuoli".

16º-17º secoli: la nascita delle corporazioni dei produttori di pasta

La produzione di diversi tipi di pasta (Fideli in Liguria, maccarune a Napoli, vermicelli a Roma) divenne una vera e propria arte tra i secoli 16º e 17º. Alcune importanti date: gli statuti delle corporazioni dei fabbricanti di pasta approvati a Genova nel 1574, a Savona nel 1577, a Napoli nel 1579, a Palermo nel 1605 e a Roma nel 1646. La rapida crescita della popolazione di Napoli portò a situazioni di grave penuria di rifornimenti alimentari. Tuttavia, una piccola rivoluzione tecnica - la diffusione della gramola e l'invenzione della pressa meccanica - spianarono la strada per la produzione di pasta più economica: un alimento considerato in origine una prelibatezza occasionale comparve tutti i giorni su tavoli da pranzo ovunque, mangiato con le mani, anche senza condimenti o semplicemente con formaggio grattugiato (il famoso "cacio").